FAQ

Il Medico di Medicina Generale può accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico e quindi agli esami dell’assistito?

Sì, il Medico di Medicina Generale può visionare i referti che sono stati caricati sul Fascicolo Sanitario Elettronico, per i quali l’assistito ha dato il consenso alla consultazione da parte degli operatori sanitari. L’interessato può decidere di oscurare dei documenti sanitari presenti nel suo Fascicolo e renderli non consultabili.

Quali certificati medici sono a pagamento?
Esiste un documento costantemente aggiornato che definisce, come per ogni altro contratto lavorativo, le mansioni previste per il Medico di Medicina Generale: si tratta dell’Accordo Collettivo Nazionale. Alcune prestazioni, come i certificati medici, sono a pagamento, perché non previste dall’accordo collettivo e quindi, per legge, prevedono un compenso extra di cui il medico dovrà rendere conto allo Stato. Sono a pagamento, per esempio, i certificati di invalidità civile, le certificazioni di idoneità allo svolgimento di attività sportive, i certificati anamnestici per la patente o il porto d’armi.
Il medico di famiglia è reperibile anche nel fine settimana?
No, nel fine settimana e nei giorni festivi e prefestivi è attivo il servizio di Continuità Assistenziale, che si sostituisce al Medico di Medicina Generale per le prestazioni mediche non differibili (per cui non si può aspettare il rientro del proprio medico).
Il certificato di malattia INPS può essere redatto solo dal Medico di Medicina Generale?
No, il certificato di malattia INPS può essere redatto da qualunque medico e deve essere redatto dal medico che visita il paziente per quello specifico problema di salute. Se il paziente si reca in pronto soccorso, il certificato deve essere rilasciato dal medico del pronto soccorso.
Si può richiedere certificato di malattia INPS al medico di famiglia per coprire un periodo di ricovero in ospedale?
No, in caso di ricovero l’assistito deve richiedere alla struttura sanitaria il certificato attestante il periodo di ricovero, che viene trasmesso alla sede INPS di competenza perché venga corrisposta l’indennità di malattia.
Si può richiedere un certificato di malattia INPS per assentarsi dal lavoro in occasione di una visita medica?
No, si può richiedere alla struttura presso cui si effettua la visita o l’esame una giustificazione attestante la fascia oraria in cui si è stati nella struttura. Il certificato di malattia INPS non può in alcun modo essere richiesto per giustificare l’assenza per visita medica o esami.
Si può richiedere un certificato di malattia INPS nei giorni successivi all’inizio della malattia?
No, bisogna contattare il medico e farsi visitare nel primo giorno di malattia e di astensione dal lavoro.
Se devo uscire per una visita medica durante il periodo di malattia, a chi devo comunicarlo?

Per non incorrere in azioni disciplinari da parte del datore di lavoro in caso di assenza alla visita fiscale del medico dell’INPS, quando si è in malattia e si esce nelle fasce di reperibilità per recarsi a una visita medica, è opportuno richiedere al medico che conduce la visita un certificato giustificante l’assenza da casa.

Per quanto tempo è valida un’impegnativa?
L’impegnativa per farmaci a carico del Sistema Sanitario ha validità di 30 giorni a partire dalla data della prescrizione. L’impegnativa bianca per farmaci a carico dell’assistito ha validità di 6 mesi a partire dalla data di prescrizione. L’impegnativa per visite specialistiche ed esami ha una validità che dipende dalla priorità inserita dal medico: se Urgente la validità è di 3 giorni, se Breve la validità è di 10 giorni, se Differita la validità è di 30 giorni per le visite e di 60 giorni per gli esami, se Programmata la validità è di 6 mesi. Una volta prenotata la prestazione, la validità si estende fino al giorno dell’esame o della visita.
Il medico di Medicina Generale è obbligato a recarsi al domicilio di un paziente?

La visita domiciliare può essere richiesta se sussistono criteri di non trasportabilità, che vuol dire che non ci si può muovere di casa perché incapaci di alzarsi dal letto.

L’efficacia dell’agopuntura è dimostrata scientificamente?

Sì, c’è un’ampia letteratura scientifica sui meccanismi d’azione dell’agopuntura che spiegano la sua efficacia. Per semplificare al massimo, questi implicano la modulazione di neurotrasmettitori, l’attivazione di vie nervose periferiche e centrali e la stimolazione del tessuto connettivo. Alcuni di questi studi con risonanza magnetica funzionale hanno visto che la stimolazione di specifici punti attiva determinate aree del cervello.
Al di là degli studi sul meccanismo d’azione esistono poi numerosissimi studi che, con diversi gradi di evidenza, dimostrano l’efficacia dell’agopuntura in molte patologie.

Quali malattie si possono trattare con l’agopuntura?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ormai riconosciuto l’efficacia dell’agopuntura per numerosissime patologie. Le principali per cui si utilizza in Occidente sono le patologie muscoloscheletriche (dolori cervicali, lombari, tendiniti), le patologie ostetrico-ginecologiche (disturbi mestruali, nausea gravidica, analgesia durante il parto), le patologie del sistema nervoso (emicrania, cefalea), le patologie della sfera emotiva (ansia, insonnia, depressione), i disturbi dell’apparato digerente (reflusso, stipsi, diarrea, emorroidi, gastriti).

Si può trattare l’emicrania con l’agopuntura?

Sì, l’emicrania e la cefalea sono tra le prime patologie per le quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’efficacia dell’agopuntura. Sono ormai presenti numerosissimi studi a riguardo e l’agopuntura è inserita nelle linee guida di trattamento, al pari del trattamento farmacologico, del quale può costituire un’integrazione.

L’agopuntura aiuta a smettere di fumare?

Sì, l’agopuntura può aiutare a controllare i sintomi di astinenza e gli episodi di desiderio in chi ha deciso di intraprendere un percorso di disassuefazione tabagica. È però indubbiamente necessaria un’integrazione con il supporto psicologico ed eventualmente con la terapia medica se la dipendenza è forte.

Si può fare l’agopuntura in gravidanza?

Sì, ci sono semplicemente dei punti che è meglio non usare. L’agopuntura può essere estremamente efficace per la nausea gravidica, nonché per gli altri disturbi che affliggono la donna durante la gravidanza. L’agopuntura è inoltre utile per il capovolgimento fetale e per facilitare l’induzione del parto, per potenziare l’effetto analgesico dell’anestesia e quindi ridurre il dosaggio di farmaci introdotti con l’epidurale.

Ci sono controindicazioni a un trattamento di agopuntura?

No, l’agopuntura è un trattamento sicuro, in nessun caso controindicato.

L’infissione degli aghi fa male?

No, gli aghi sono molto sottili e non si percepisce l’infissione. È però possibile percepire delle sensazioni particolari come formicolio, senso di peso o scossa elettrica, che durano molto poco e sono ottimali per il funzionamento della terapia.

Quante sedute di agopuntura occorrono?

Il numero delle sedute dipende dal tipo di patologia. In linea generale servono 8-10 sedute con cadenza settimanale. All’inizio può essere utile avvicinare le prime sedute con cadenza bisettimanale. Per iniziare a vedere risultati sono necessari in genere 3 sedute.

Quanto dura una seduta di agopuntura?

Una seduta di agopuntura dura 20-30 minuti. La prima visita comprende, oltre alla seduta, una fase preliminare di domande riguardanti lo stile di vita, i sintomi e la storia clinica e l’esame di lingua e polso.

L’agopuntura può essere fatta a carico del Sistema Sanitario?

Sì, l’agopuntura è inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dal Sistema Sanitario, però non in tutte le ASL sono attivi ambulatori di agopuntura.
Alcune assicurazioni sanitarie private rimborsano i trattamenti fatti in regime privato.
In ogni caso, in quanto trattamento sanitario, può essere incluso nelle spese mediche detraibili.

Cos’è la coppettazione?

La coppettazione è una tecnica oggi utilizzata, in associazione o alternativamente all’agopuntura, soprattutto per problemi muscoloscheletrici. Ha effetto sullo stress e sulla tensione, attraverso il rilassamento muscolare che produce. Si utilizzano delle coppette di silicone o di plastica dura che vengono applicate sulla cute creando un vuoto con varie tecniche, vengono fatte scorrere in corrispondenza della contrattura e/o vengono lasciate in sede per 5-15 minuti. L’effetto è quello di rimuovere le adesioni, eliminare le tossine che si accumulano a livello della contrattura e ristabilire il corretto flusso sanguigno che porterà ossigeno e nutrimento al muscolo ristabilendo la condizione fisiologica.

Ci sono rischi di infezione o altri effetti collaterali?

No, gli aghi sono sterili e monouso, quindi non sussiste rischio di infezione.
L’unico minimo effetto collaterale che si può osservare in alcuni casi è la presenza di piccoli ematomi in sede di infissione.

Ci sono studi scientifici che dimostrano che lo stile di vita influisce sulla salute?

Sì, sono ormai moltissimi gli studi che dimostrano che l’alimentazione, l’attività fisica e le abitudini quotidiane possono influire negativamente o positivamente sulla prevenzione e sulla prognosi di patologie già in atto. Per molte patologie croniche come diabete e ipertensione la prima terapia proposta è una modifica di queste abitudini e non deve esserne sottovalutata l’importanza.

I test di screening proposti dal Sistema Sanitario sono pericolosi?

No, i test di screening proposti per la prevenzione delle patologie tumorali sono stati individuati in seguito a studi che ne hanno dimostrato la capacità di individuare la patologia quando curabile, se effettuati con la cadenza prestabilita. Solo i test con evidenze scientifiche vengono proposti da programmi di screening, per questo non è opportuno attuare altri test non validati per la prevenzione di patologie o sottoporsi ai test validati con tempistiche diverse da quelle proposte dal Servizio Sanitario.

Gli esami del sangue svolti con cadenza regolare costituiscono uno strumento di prevenzione?

No, gli esami del sangue non sono un metodo di screening. Vengono prescritti come strumento diagnostico sulla base di fattori di rischio individuati nel singolo paziente e in presenza di sintomi specifici.

Gli integratori di proteine, vitamine e sali minerali sono un buon metodo per rinforzare il nostro corpo?

No, con una dieta corretta non è necessaria l’integrazione di micronutrienti. Molti studi hanno dimostrato che in alcuni casi l’eccesso di integratori può essere controproducente per la salute. Alcuni integratori possono interferire con gli altri farmaci assunti e causare squilibri nell’organismo, per questo è sempre bene consultare il medico prima di assumerli.