Sì, il Medico di Medicina Generale può visionare i referti che sono stati caricati sul Fascicolo Sanitario Elettronico, per i quali l’assistito ha dato il consenso alla consultazione da parte degli operatori sanitari. L’interessato può decidere di oscurare dei documenti sanitari presenti nel suo Fascicolo e renderli non consultabili.
Per non incorrere in azioni disciplinari da parte del datore di lavoro in caso di assenza alla visita fiscale del medico dell’INPS, quando si è in malattia e si esce nelle fasce di reperibilità per recarsi a una visita medica, è opportuno richiedere al medico che conduce la visita un certificato giustificante l’assenza da casa.
La visita domiciliare può essere richiesta se sussistono criteri di non trasportabilità, che vuol dire che non ci si può muovere di casa perché incapaci di alzarsi dal letto.
Sì, c’è un’ampia letteratura scientifica sui meccanismi d’azione dell’agopuntura che spiegano la sua efficacia. Per semplificare al massimo, questi implicano la modulazione di neurotrasmettitori, l’attivazione di vie nervose periferiche e centrali e la stimolazione del tessuto connettivo. Alcuni di questi studi con risonanza magnetica funzionale hanno visto che la stimolazione di specifici punti attiva determinate aree del cervello.
Al di là degli studi sul meccanismo d’azione esistono poi numerosissimi studi che, con diversi gradi di evidenza, dimostrano l’efficacia dell’agopuntura in molte patologie.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ormai riconosciuto l’efficacia dell’agopuntura per numerosissime patologie. Le principali per cui si utilizza in Occidente sono le patologie muscoloscheletriche (dolori cervicali, lombari, tendiniti), le patologie ostetrico-ginecologiche (disturbi mestruali, nausea gravidica, analgesia durante il parto), le patologie del sistema nervoso (emicrania, cefalea), le patologie della sfera emotiva (ansia, insonnia, depressione), i disturbi dell’apparato digerente (reflusso, stipsi, diarrea, emorroidi, gastriti).
Sì, l’emicrania e la cefalea sono tra le prime patologie per le quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’efficacia dell’agopuntura. Sono ormai presenti numerosissimi studi a riguardo e l’agopuntura è inserita nelle linee guida di trattamento, al pari del trattamento farmacologico, del quale può costituire un’integrazione.
Sì, l’agopuntura può aiutare a controllare i sintomi di astinenza e gli episodi di desiderio in chi ha deciso di intraprendere un percorso di disassuefazione tabagica. È però indubbiamente necessaria un’integrazione con il supporto psicologico ed eventualmente con la terapia medica se la dipendenza è forte.
Sì, ci sono semplicemente dei punti che è meglio non usare. L’agopuntura può essere estremamente efficace per la nausea gravidica, nonché per gli altri disturbi che affliggono la donna durante la gravidanza. L’agopuntura è inoltre utile per il capovolgimento fetale e per facilitare l’induzione del parto, per potenziare l’effetto analgesico dell’anestesia e quindi ridurre il dosaggio di farmaci introdotti con l’epidurale.
No, l’agopuntura è un trattamento sicuro, in nessun caso controindicato.
No, gli aghi sono molto sottili e non si percepisce l’infissione. È però possibile percepire delle sensazioni particolari come formicolio, senso di peso o scossa elettrica, che durano molto poco e sono ottimali per il funzionamento della terapia.
Il numero delle sedute dipende dal tipo di patologia. In linea generale servono 8-10 sedute con cadenza settimanale. All’inizio può essere utile avvicinare le prime sedute con cadenza bisettimanale. Per iniziare a vedere risultati sono necessari in genere 3 sedute.
Una seduta di agopuntura dura 20-30 minuti. La prima visita comprende, oltre alla seduta, una fase preliminare di domande riguardanti lo stile di vita, i sintomi e la storia clinica e l’esame di lingua e polso.
Sì, l’agopuntura è inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dal Sistema Sanitario, però non in tutte le ASL sono attivi ambulatori di agopuntura.
Alcune assicurazioni sanitarie private rimborsano i trattamenti fatti in regime privato.
In ogni caso, in quanto trattamento sanitario, può essere incluso nelle spese mediche detraibili.
La coppettazione è una tecnica oggi utilizzata, in associazione o alternativamente all’agopuntura, soprattutto per problemi muscoloscheletrici. Ha effetto sullo stress e sulla tensione, attraverso il rilassamento muscolare che produce. Si utilizzano delle coppette di silicone o di plastica dura che vengono applicate sulla cute creando un vuoto con varie tecniche, vengono fatte scorrere in corrispondenza della contrattura e/o vengono lasciate in sede per 5-15 minuti. L’effetto è quello di rimuovere le adesioni, eliminare le tossine che si accumulano a livello della contrattura e ristabilire il corretto flusso sanguigno che porterà ossigeno e nutrimento al muscolo ristabilendo la condizione fisiologica.
No, gli aghi sono sterili e monouso, quindi non sussiste rischio di infezione.
L’unico minimo effetto collaterale che si può osservare in alcuni casi è la presenza di piccoli ematomi in sede di infissione.
Sì, sono ormai moltissimi gli studi che dimostrano che l’alimentazione, l’attività fisica e le abitudini quotidiane possono influire negativamente o positivamente sulla prevenzione e sulla prognosi di patologie già in atto. Per molte patologie croniche come diabete e ipertensione la prima terapia proposta è una modifica di queste abitudini e non deve esserne sottovalutata l’importanza.
No, i test di screening proposti per la prevenzione delle patologie tumorali sono stati individuati in seguito a studi che ne hanno dimostrato la capacità di individuare la patologia quando curabile, se effettuati con la cadenza prestabilita. Solo i test con evidenze scientifiche vengono proposti da programmi di screening, per questo non è opportuno attuare altri test non validati per la prevenzione di patologie o sottoporsi ai test validati con tempistiche diverse da quelle proposte dal Servizio Sanitario.
No, gli esami del sangue non sono un metodo di screening. Vengono prescritti come strumento diagnostico sulla base di fattori di rischio individuati nel singolo paziente e in presenza di sintomi specifici.
No, con una dieta corretta non è necessaria l’integrazione di micronutrienti. Molti studi hanno dimostrato che in alcuni casi l’eccesso di integratori può essere controproducente per la salute. Alcuni integratori possono interferire con gli altri farmaci assunti e causare squilibri nell’organismo, per questo è sempre bene consultare il medico prima di assumerli.