25 Apr Come funziona l’agopuntura?
Molti pazienti, quando si avvicinano all’agopuntura per la prima volta, mi chiedono come funzioni questa terapia.
Non succede lo stesso per i farmaci, di cui sappiamo tutti più o meno consapevolmente che funzionano attraverso meccanismi biochimici all’interno del nostro corpo. Quando introduciamo nel nostro corpo un farmaco sappiamo che rilascia delle sostanze che influiranno sulla pressione arteriosa piuttosto che sui livelli di colesterolo.
È più difficile invece capire come un ago privo di sostanza medicinale, piantato ad esempio sul piede, possa alleviare un mal di testa.
Questa difficoltà nel capire il meccanismo può alimentare quell’alone di mistero che in passato ha spesso diviso i non addetti ai lavori tra chi stigmatizzava l’agopuntura e chi ci si affidava come fosse una cosa “magica”.

Ma l’agopuntura non è magia, funziona per la prevenzione e il trattamento di determinate malattie e alla base ci sono dei meccanismi biochimici a lungo studiati e ormai dimostrati.
Questo ha fatto sì che dal 1997 l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia riconosciuto l’agopuntura come terapia efficace in molte patologie (cefalea, mal di schiena, nausea e vomito indotti da chemioterapia, asma, dolori mestruali, …)
Dunque come funziona l’agopuntura?
In queste righe cercherò brevemente di analizzarne i meccanismi e di sfatare quell’alone di magia, senza scendere nel dettaglio di ostici meccanismi biochimici.
La spiegazione degli antichi cinesi relativamente al meccanismo di funzionamento dell’agopuntura è questa: stimolando gli agopunti si aiuta il movimento di sangue e qi (che per semplificare al massimo si può tradurre con “essenza vitale”) all’interno di una rete di meridiani, o canali, presenti sulla parte esterna e interna del corpo.
Oggi sappiamo che con la stimolazione degli agopunti si attivano vie del sistema nervoso periferico e centrale.
Questa stimolazione raggiunge i centri cerebrali che regolano le funzioni dell’organismo (somatiche e psico-emotive).
La stimolazione può essere tonificante, sedativa o riequilibrante.
I punti di agopuntura hanno caratteristiche biologiche che li differenziano dal resto della superficie corporea:
- A livello dell’agopunto l’elettricità attraversa la cute con maggiore facilità
- L’agopunto coincide spesso con una fossetta o depressione della cute
- L’agopunto è più “soffice” rispetto alla cute circostante
Nell’ottica cinese i diversi agopunti sono connessi tra loro attraverso i meridiani, che riuniscono i punti in base a localizzazione e indicazioni cliniche.
Quali sono gli effetti dell’agopuntura?
- Innanzitutto vi è un effetto antidolorifico, che è quello per cui in occidente è maggiormente conosciuta l’agopuntura. Questo effetto dipende dal fatto che stimolando gli agopunti si agisce sulle vie nervose che trasmettono lo stimolo doloroso. Si agisce inoltre sulla secrezione di endorfine e di altri neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale: queste, immesse nel sangue, arrivano a livello periferico e determinano un effetto antidolorifico.
- Vi è poi un effetto antinfiammatorio e di modulazione del sistema immunitario. Anche questo effetto dipende dalla stimolazione che viene fatta sulle fibre nervose periferiche e si traduce in una maggior produzione di anticorpi e maggior attività delle cellule preposte alla difesa dell’organismo.
- L’agopuntura agisce anche sulla secrezione di cortisolo e questo è particolarmente importante se pensiamo che il cortisolo è l’ormone dello stress: in tal senso l’agopuntura migliora l’adattamento allo stress.


- Oltre che sul cortisolo l’agopuntura può interferire anche sulla secrezione di altri ormoni: ormoni sessuali e insulina, solo per fare degli esempi.
- Uno dei principali campi di applicazione dell’agopuntura è la patologia muscoloscheletrica. Questo dipende soprattutto dall’effetto miorilassante dell’agopuntura.
- Attraverso meccanismi nervosi l’agopuntura controlla anche la circolazione sanguigna.
- Infine ricordiamo l’effetto antidepressivo e ansiolitico dell’agopuntura, mediato dalla secrezione di neurotrasmettitori (carenti in caso di depressione e ansia) in seguito alla stimolazione delle vie nervose periferiche che arrivano a livello centrale.
Ci rimane da capire come vengono stimolati gli agopunti.
Si usano degli aghi sottilissimi, di diversa lunghezza a seconda della profondità che si deve raggiungere (varia a seconda dell’agopunto).
L’ago viene infisso nella cute, nel punto individuato.
L’infissione non è particolarmente dolorosa, ma si possono percepire sensazioni di peso, dolenzia, scossa elettrica.
Dopo l’infissione gli aghi vengono lasciati in sede per 20-30 minuti. Durante questo periodo, l’ago stimola meccanicamente le fibre nervose presenti nell’agopunto attivando quelle vie nervose di cui abbiamo parlato.
BIBLIOGRAFIA
- AAVV. Agopuntura: evidenze cliniche e sperimentali, aspetti legislativi e diffusione in Italia. Casa Editrice Ambrosiana. 2000.