Alimenti ultraprocessati? No grazie!

Un po’ di tempo fa mi trovavo in un negozio di frutta e verdura e una signora disse che da quando aveva trovato un bruco nel cavolo cappuccio aveva smesso di coltivare i cavoli nel proprio orto e aveva iniziato a comprarli, così era sicura che non le sarebbe più capitato di trovare ospiti indesiderati.

Il dubbio che mi è sorto è questo: davvero siamo più preoccupati di trovare un insetto tra le foglie di insalata rispetto al nutrirci di un alimento così pieno di pesticidi e sostanze inquinanti da non essere invitante neanche per un bruco?

Noi oggi mangiamo cose che l’uomo non ha mai mangiato: una volta l’uomo mangiava cibi, oggi mangiamo trasformazioni industriali dei cibi.

L’industria per motivi di conservazione e produzione trasforma i cibi, li impoverisce di sostanze nutritive, che sono quelle che vanno a male più facilmente, e aggiunge sostanze che non dovrebbero esserci.

Un esempio clamoroso è la raffinazione dei cereali. Con i mulini d’acciaio è stato possibile togliere il germe e la crusca del grano, che tra l’altro sono fondamentali per far funzionare il nostro intestino.

Così l’industria ha inventato la farina 00, che ha il vantaggio di non andare mai a male, perché non c’è il grasso della crusca.

Chiaramente la farina integrale fa più facilmente le farfalline, perché la farfallina nel decidere dove deporre le uova, preferisce un posto ricco di nutrimento, come la farina integrale, rispetto a un ambiente sterile, come la farina 00.

Ci sono più di 30 studi che ormai dimostrano che chi mangia cibo lavorato si ammala di più di patologie croniche.

I cibi lavorati sono i cibi pronti, ma anche biscotti, prodotti da forno, il pane del supermercato, snack, salumi e bevande.

Nessuno di questi prodotti è esente da rischio, neanche quando si nasconde dietro nomi falsamente rassicuranti contenenti termini come “light”, “senza zuccheri”, “zero”.

Lo studio Epic, che è uno studio fatto seguendo 500.000 persone dall’inizio degli anni novanta dimostra addirittura che le bevande zero causino, rispetto alle bevande zuccherate, un aumento maggiore del rischio di sviluppare patologie croniche.

Questo è spiegato dal fatto che per avere lo stesso sapore pur togliendo lo zucchero, vengono aggiunti additivi ancora più pericolosi per la salute rispetto allo zucchero stesso.

Oggi sappiamo per certo che un’alimentazione senza farine raffinate e zuccheri allunga la vita libera da malattia.

Lo zucchero è presente in quasi tutti i cibi lavorati, perché aiuta a conservare e migliora il sapore.

Mangiare in quantità importante zuccheri e farina 00 alimenta un circolo vizioso che porta a mangiare più zuccheri.

Infatti, questi due elementi (non meritano il nome di alimenti), fanno aumentare velocemente la glicemia.

All’aumento di glicemia segue un aumento repentino dell’insulina, che serve per abbassare la glicemia.

Il picco di glicemia seguito dal picco di insulina determina un abbassamento della glicemia che porta addirittura all’ipoglicemia, con conseguente fame di zuccheri.

Stiamo parlando del tipico buco nello stomaco che ci viene alle 10 del mattino se abbiamo fatto colazione con cornetto e cappuccino.

Ovviamente questa continua oscillazione di glicemia e insulina alla lunga stanca il pancreas e si arriva al diabete.

Il nostro obiettivo è quindi quello di evitare queste oscillazioni mangiando alimenti a basso indice glicemico (cereali integrali, legumi), evitando ovviamente il più possibile gli zuccheri semplici e tutti gli alimenti processati contenenti zucchero in varie forme più o meno nascoste.

Spesso mi capita di sentirmi dire che mangiare cibi sani vuol dire mangiare cose tristi, ma non è così.
Per ogni cibo che troviamo sugli scaffali del supermercato esiste una controparte più sana e più buona che possiamo preparare noi partendo da materie prime di qualità.

Vi riporto qui di seguito la ricetta dei miei crackers preferiti…ottimi come snack e come aperitivo accompagnati da hummus di ceci e cipolle caramellate.

Crackers ai semi

Ingredienti

  • 100 g farina di farro
  • 1 e ½ cucchiai di olio di oliva
  • rosmarino tritato
  • semi misti
  • sale qb
  • acqua qb

Procedimento

Mescolare la farina con l’olio, il sale, i semi e il rosmarino, aggiungere acqua fino a ottenere una consistenza elastica e non appiccicosa.
Lasciare riposare per mezz’ora, poi stendere l’impasto con il mattarello direttamente su un pezzo di carta forno. Possiamo scegliere lo spessore in base al nostro gusto, io suggerisco un paio di millimetri.
Una volta steso l’impasto sulla carta forno, lo trasferiamo sulla teglia e tracciamo dei riquadri con il coltello.
Inforniamo a 180° per 5 minuti e quando sono cotti, facciamo pressione lungo i tagli tracciati con il coltello per ottenere i quadratini di crackers croccanti ai semi.

BIBLIOGRAFIA

  • Berrino F. Medicina da Mangiare. La Grande Via. 2017.
  • Davey GK, Spencer EA, Appleby PN, Allen NE, Knox KH, Key TJ EPIC-Oxford: lifestyle characteristics and nutrient intakes in a cohort of 33 883 meat-eaters and 31 546 non meat-eaters in the UK, Public Health Nutr. 2003.
  • Ruanpeng D, Thongprayoon C, Cheungpasitporn W, Harindhanavudhi T. Sugar and artificially sweetened beverages linked to obesity: a systematic review and meta-analysis.
  • Sieri S, Brighenti F, Agnoli C, Grioni S, Masala G, Bendinelli B, Sacerdote C, Ricceri F, Tumino R, Giurdanella MC, Pala V, Berrino F, Mattiello A, Chiodini P, Panico S, Krogh V. Dietary glycemic load and glycemic index and risk of cerebrovascular disease in the EPICOR cohort. PLoS One. 2013.
  • Sieri S, Agnoli C, Pala V, Grioni S, Brighenti F, Pellegrini N, Masala G, Palli D, Mattiello A, Panico S, Ricceri F, Fasanelli F, Frasca G, Tumino R, Krogh V. Dietary glycemic index, glycemic load, and cancer risk: results from the EPIC-Italy study. Sci Rep. 2017.
  • World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research. Continuous Update Project Expert Report 2018. Body fatness and weight gain and the risk of cancer.