anziani giocano a carte

integrare gli anziani? sì, ma nel modo giusto

Integrare gli anziani?

Se stiamo parlando di creare servizi e iniziative per renderli parte attiva della comunità, certamente stiamo parlando di una corretta “integrazione”.
Non lo stesso si può dire se intendiamo “integrarli” somministrando loro i cosiddetti integratori alimentari senza parere medico.

Una delle preoccupazioni maggiori di chi assiste anziani debilitati è la loro tendenza a mangiare meno.
Questo spesso si traduce in integrazioni fai da te di mix multivitaminici, proteine e sali minerali.

Tuttavia, questa non risulta essere la soluzione migliore perché:

  • Gli integratori possono interferire con i farmaci
  • Proteine e vitamine in eccesso possono sovraccaricare i reni
  • I sali minerali in eccesso, soprattutto se c’è disidratazione, causano scompensi pericolosi

L’interazione con i farmaci è spiegata sostanzialmente dal fatto che sia gli integratori che i farmaci sono in parte metabolizzati dal fegato e si legano a medesimi recettori, quindi gli integratori a volte possono aumentare o ridurre l’effetto di determinati farmaci.

Se parliamo in particolare di integrazioni con prodotti iper-proteici non possiamo invece trascurare il rischio per l’altro organo che insieme al fegato si occupa di liberarci dalle sostanze di scarto, il rene.
Tendiamo a pensare che più proteine assumiamo, più il muscolo sarà rinforzato.

Questo pensiero è errato perché il muscolo, oltre una certa quantità di proteine non è in grado di assimilarne altre. Tutte le proteine in eccesso vengono quindi filtrate dai reni ed eliminate. Se questo è un problema a cui i reni di una persona sana possono far fronte, nell’anziano con dei reni già in parte affaticati, può esserne ulteriormente compromessa la funzionalità.
Dobbiamo quindi abbandonare il pensiero ancora troppo diffuso che “se non fanno effetto, comunque male non fanno”.

A ulteriore conferma, consideriamo che degli studi hanno dimostrato una correlazione tra alte dosi di integratori multivitaminici e aumentato rischio di tumore prostatico.

La prima cosa a cui prestare attenzione negli anziani debilitati è la corretta idratazione.

L’allettamento e la minor attività determina infatti una minor richiesta di calorie, che spiega in parte il minor appetito manifestato dagli anziani.

L’apporto di calorie richiesto è in genere garantito da una corretta alimentazione, anche se in quantità ridotte.

Bisogna quindi puntare su un’alimentazione il più possibile varia, contenente diverse specie vegetali e proteine a facile digeribilità (ad esempio il pesce e i legumi ben cotti e passati al passaverdure, nello specifico le lenticchie rosse decorticate).

In alcuni casi l’integrazione può essere necessaria di fronte a evidenti carenze, sempre previo parere medico, ma raramente si tratta di proteine e multivitaminici Se la dieta è corretta e si sospetta una carenza di qualche nutriente sarà il medico a eseguire determinati esami e a prescrivere le integrazioni necessarie.

BIBLIOGRAFIA

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  • Stratton J, Godwin M. The effect of supplemental vitamins and minerals on the development of prostate cancer: a systematic review and meta-analysis. Fam Pract. 2011 Jun;28(3):243-52.