Fai un bel respiro

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, nel nostro corpo scorre il Qi, entità difficile da definire.

In termini riduttivi, ma che possono dare un po’ l’idea di cosa intendiamo, il termine Qi può essere tradotto come “energia interna che circola nel nostro organismo”.

Il Qi è in parte ereditato alla nascita e in parte deriva da alimentazione e respirazione.

Introduciamo quindi un altro aspetto su cui dobbiamo porre l’attenzione se vogliamo ottimizzare le nostre possibilità di mantenerci in salute: la respirazione.

Se infatti sappiamo più o meno consapevolmente che con l’alimentazione siamo responsabili di nutrirci più o meno bene, non prendiamo spesso in considerazione come possiamo influire sulla salute con la respirazione.

Pensiamo che dipendendo la respirazione da un meccanismo automatico, la nostra influenza su di essa sia nulla, ma non è così.

Non solo pensiamo di non poter influire su di essa, ma peraltro non ci soffermiamo mai ad assaporare l’aria che respiriamo. Se l’aria fa parte del nostro nutrimento al pari del cibo, dovremmo allo stesso modo porre ogni giorno un po’ della nostra attenzione nell’assaporare l’aria.

Concentrarsi sulla respirazione è uno strumento importante per prendere coscienza di se stessi e del proprio stato emotivo.

Gli antichi cinesi, nella loro ricerca dell’immortalità studiarono la frequenza respiratoria dei vari animali e capirono che la lunghezza della vita degli animali dipende dalla frequenza respiratoria.

Arrivarono alla conclusione che per allungare la vita si dovessero ridurre gli atti respiratori al minuto e svilupparono degli esercizi respiratori da praticare quotidianamente.

Oggi sappiamo che respirando in un determinato modo possiamo modulare il sistema simpatico, che è quello che si attiva in modo spropositato quando siamo sotto stress.

Respirando in un certo modo possiamo migliorare la variabilità della frequenza cardiaca che è la misura di quanto cambia la frequenza cardiaca in un determinato periodo di tempo ed è un indice di buon funzionamento del nostro sistema cardiovascolare.

Il modo più comune, ma anche meno adatto, di respirare è la respirazione toracica, alta.

Si tratta di un respiro molto superficiale che tende a irrigidire il diaframma, che non collabora pienamente all’atto respiratorio: i polmoni non riescono quindi a distendersi pienamente e lo scambio gassoso si riduce, con conseguente riduzione dell’ossigenazione dei tessuti.

La respirazione toracica è tipica delle persone ansiose. Più si è ansiosi, più si tende a respirare superficialmente e più si respira superficialmente più peggiora l’ansia. Si entra quindi in un circolo vizioso che può essere rotto solo lavorando sulla respirazione, portando il respiro un po’ più giù, nella pancia.

La respirazione addominale è infatti la migliore che possiamo utilizzare quotidianamente.

Vediamo i benefici della respirazione addominale:

  • migliora gli scambi gassosi e quindi l’ossigenazione dei tessuti
  • genera un massaggio agli organi addominali, migliorando le funzioni del sistema gastro-intestinale
  • riduce la pressione sanguigna
  • aiuta a portare l’attenzione a noi stessi, migliorando la consapevolezza del proprio corpo

Zhuangzi, uno dei fondatori del taoismo, scrisse in uno dei suoi testi, relativamente all’autentico uomo dei tempi antichi che “il suo respiro veniva dal profondo. Respirava con i calcagni, mentre la massa degli uomini respira solo con la gola”.

Ma dunque, come si fa a respirare con la pancia?

Perché questo modo di respirare diventi automatico, dobbiamo esercitarlo in questo modo:

  • ci sediamo su una sedia senza appoggiarci allo schienale e lasciamo cadere le mani sulle ginocchia
  • chiudiamo gli occhi
  • iniziamo a inspirare immaginando l’aria che entra nel nostro corpo e la indirizziamo con il pensiero verso il basso addome, che lentamente si gonfia mentre l’aria entra
  • al termine dell’inspirazione, espiriamo l’aria lentamente, rilasciando e sgonfiando gradualmente l’addome

Ricordiamoci di inspirare ed espirare per tempi più o meno uguali, con una pausa in mezzo di circa la metà del tempo.

All’inizio può essere utile contare mentalmente fino a 4 durante l’inspirazione, fino a 2 durante la pausa e poi di nuovo fino a 4 durante l’espirazione.

Non mi resta che augurarvi di fare un bel respiro, che, alla luce di quanto abbiamo detto, è uno dei migliori auspici che si possa ricevere.

BIBLIOGRAFIA

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